martedì 2 settembre 2014

Bertinotti e l’eiaculazione tardiva: storia dei comunisti di fine millennio

Che le parole di Bertinotti abbiano fatto scalpore, pure tra democratici non certo di secondo livello, sorprende non poco.

Alcuni democratici addirittura hanno parlato di presa in giro da parte del “leader minimo” del comunismo italiano verso quella generazione che è rimasta negli anni ’90 ancorata ad una ideologia sconfitta dalla storia.

Quando il muro di Berlino crollò i berlinesi della DDR ammiravano esterrefatti i fasti dei grandi negozi della Berlino ovest. Molto prima, negli anni ’60, gli operai italiani scoprirono quello che poi sarebbe passato alla storia come “il consumismo”, nonostante il partito comunista avesse una forte presa su quel segmento di società.

Accusare Bertinotti di essere un “ingannatore” di generazioni non coglie il punto del discorso. Bertinotti semplicemente arriva come al solito tardi su concetti ormai assodati della storia italiana e, di riflesso, mondiale.

Non dal discorso di Bertinotti sappiamo che le libertà individuali sono state sottovalutate dal comunismo. E nemmeno a lui dobbiamo la consapevolezza del silenzio di larga parte dell’area politico-culturale di sinistra su quel che succedeva nella Russia staliniana (evidentemente Bulgakov e altri intellettuali russi parlavano a vanvera).

E nemmeno è una novità che nelle sue parole non ci sia una benché minima ammissione di “aver sbagliato” personalmente. Le responsabilità vanno divise tra tutti, i privilegi tra pochi. Leader solo nei diritti, non nei doveri.

Bertinotti in definitiva soffre di una piuttosto diffusa malattia conosciuta ai più come “eiaculazione tardiva”. Arriva sempre tardi e male su cose che ormai sono assodate da tempo immemore.
Non è certo un imbonitore, né un “imbroglione di generazioni”.

Ps: e pensare che una volta gli intellettuali di sinistra erano l’avanguardia culturale… pensa un po' la retroguardia come stava messa…

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