venerdì 12 settembre 2014

A Beethoven e Sinatra preferisco l'insalata

Lo storico Barbagallo d'altra parte deve capire che quando parla molto probabilmente non sarà capito. Figuriamoci se vuole fare delle provocazioni.

Provocazione per provocazione: chi ha risposto un po' piccato alle parole di Barbagallo è consapevole dell’esistenza di alcuni “giovani” che passano da un incarico all’altro senza soluzione di continuità, della presenza di “giovani” stipendiati dalla politica senza aver mai fatto un giorno di lavoro, della trasformazione di “giovani” in megafoni umani che di punto in bianco passano a fare i “giovani” portaborse di qualche Deputato, o di altri giovani belli rampanti e commissariati… Cose mai viste a Napoli vero?

Ecco da questa politica cari ragazzi statene lontani. La politica è una cosa bella, sono molti dei suoi interpreti che la abbruttiscono in maniera impressionante. Migliaia di giovani sparsi sul territorio al contrario di qualche "politico della giovanile" del capoluogo non ha visibilità alcuna. Eppure è là che lavora con e per la comunità.

Fate il vostro percorso e state lontani il più possibile da questi esempi nefasti di “politica”.

I vari De André e compagnia cantando lasciateli ai comizi. Della retorica spiccia ne abbiamo le scatole piene.

Ai vari Beethoven preferisco gli ultimi, i sommersi, i nessuno. Quelli di cui «il Mattino» ignora l’esistenza. Per fortuna. Quei giovani che vivono la politica con passione e felicità. Con quello che hanno. Con loro stessi. 

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