Lo storico Barbagallo d'altra
parte deve capire che quando parla molto probabilmente non sarà capito.
Figuriamoci se vuole fare delle provocazioni.
Provocazione per
provocazione: chi ha risposto un po' piccato alle parole di Barbagallo è
consapevole dell’esistenza di alcuni “giovani” che passano da un incarico all’altro
senza soluzione di continuità, della presenza di “giovani” stipendiati dalla
politica senza aver mai fatto un giorno di lavoro, della trasformazione di “giovani”
in megafoni umani che di punto in bianco passano a fare i “giovani” portaborse
di qualche Deputato, o di altri giovani belli rampanti e commissariati… Cose mai viste a Napoli vero?
Ecco da questa politica cari
ragazzi statene lontani. La politica è una cosa bella, sono molti dei suoi
interpreti che la abbruttiscono in maniera impressionante. Migliaia di giovani sparsi
sul territorio al contrario di qualche "politico della giovanile" del
capoluogo non ha visibilità alcuna. Eppure è là che lavora con e per la
comunità.
Fate il vostro percorso e
state lontani il più possibile da questi esempi nefasti di “politica”.
I vari De André e compagnia
cantando lasciateli ai comizi. Della retorica spiccia ne abbiamo le scatole piene.
Ai vari Beethoven preferisco
gli ultimi, i sommersi, i nessuno. Quelli di cui «il Mattino» ignora l’esistenza.
Per fortuna. Quei giovani che vivono la politica con passione e felicità. Con quello che hanno. Con loro stessi.