Marcella Marmo è stata una guida per tutti gli anni
universitari.
Appartengo, se non all’ultimo, sicuramente a uno degli
ultimi suoi gruppi di giovani studiosi. Come me, anche altri studenti e
dottorandi della Federico II, hanno passato giornate in quell’appartamento del
Vomero, descritto a metà tra l’eremo e la biblioteca, in cui parlavamo dei
nostri studi e della nostra passione per lo studio dei rapporti tra cinema e
Sud, cinema e camorra, e ultimamente anche di letteratura…
Me la immagino a correggere le tesi di laurea nel suo
studio, con quella finestra che dà sul golfo di Napoli, con il sole che penetra
nelle pagine degli innumerevoli volumi sparsi. Me la immagino calarsi nella
scrittura dei tanti tesisti a cui non ha mai mancato di fare appunti e
correzioni, e di dare anche suggestioni e apprezzamenti. I messaggi, le email,
le telefonate potevano arrivare dalle 7 del mattino alle 11 di sera. Le pizze
mangiate tra un seminario e l’altro. Centinaia di iniziative a destra e manca,
film, riviste, colloqui, lezioni, discussioni – anche animate – e poi gli
immancabili aneddoti sulla sua vita universitaria “istituzionale” e non. Questa
era la Marmo.
Elena, pardon Marcella Marmo, ha avuto il potere di animare
le mura universitarie di una partecipazione che ha dato inizio, proprio come i
personaggi di uno scrittore, a nuove relazioni, episodi, vite. Lo ha fatto in
molti modi, non sempre ortodossi, a volte addirittura sopra le righe, ma con
una forza di volontà e una capacità di analisi che ho incontrato in poche
persone.
Con gli amici che frequentavo ai tempi dei corsi della
nostra prof. preferita, abbiamo già ribattezzato il gruppo “WhatsApp” in
“Marcella Ferrante?!”. Dobbiamo la nostra amicizia, la nostra maturità, a lei.
All’interno del gruppo il dibattito è aperto. Dopo un
iniziale scetticismo, pian piano stanno aumentando i dubbi.
Non so se la prof. sia Elena Ferrante, ma so che ha dedicato
e dedica alla scienza e alla cultura italiana praticamente tutta la sua vita,
il che già basta fare di lei un personaggio degno di nota.
La stimiamo in ogni caso.
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